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Antincendio: che storia!

Quando l'uomo scoprì il fuoco probabilmente se ne rallegrò, ma subito dopo si rese conto del suo potenziale altamente pericoloso ed iniziò a cercare il modo migliore per difendersene. La storia dell'antincendio ha dunque radici antichissime, ma la sua disciplina, ed è questa che in questa sede vogliamo ripercorrere, è relativamente recente. Un'ottantina d'anni circa, infatti, separano le più attuali normative dall'emissione del primo Regio Decreto.

1939: nasce l'istituzione nazionale dei Vigili del Fuoco

Il 27 Febbraio 1939, per Regio Decreto, viene istituito il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco: secondo la neonata normativa, spetta al comandante dei Vigili del Fuoco eseguire i controlli a locali e aziende e rilasciare relative licenze di esercizio.

Anni Cinquanta: la normativa si arricchisce in tema lavoratori e luoghi di lavoro

Nel 1955 vengono emanate le Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro: prima di essere realizzato, ogni nuovo progetto dovrà essere sottoposto ad approvazione e, a costruzione ultimata, collaudato.

Anni Sessanta: nasce il Certificato Prevenzione Incendi

Con la legge del 26/07/65 viene istituito il Certificato di Prevenzione Incendi: un documento obbligatorio e, anche, un passo importante per la storia della prevenzione incendi perché con esso si iniziano ad identificare le tipologie di attività (circa 100) per le quali si richiedono specifici requisiti antincendio.

Anni Ottanta: nasce la figura del professionista antincendio

Ora che le attività sono ben classificate, prendono corpo anche gli indirizzi relativi agli interventi di adeguamento antincendio. Con l'obbligo, per l'azienda nella persona del suo titolare, di richiedere il C.P.I., nascono anche le figure dei professionisti iscritti in albi ministeriali. Per essere abilitato, il professionista deve frequentare un corso di formazione di 120 ore.

Anni Novanta: tempo di 626

Il Decreto Legislativo 626 del 19/09/94 è incentrato sul miglioramento delle condizioni di sicurezza  e della salute dei lavoratori durante l'operatività. Diventa compito del datore di lavoro garantire ai propri lavoratori la formazione e, anche, l'informazione in base al tipo di attività svolta e alle mansioni.

Fine secolo e fine del N.O.P. 

Fine anni Novanta: si snelliscono le procedure amministrative per la prevenzione incendi. Il D.P.R. n. 37 del 1998 stabilisce alcuni elementi della procedura, quasi tutti ancora oggi in vigore: dallo studio delle attività soggette alla realizzazione del progetto antincendio e sua presentazione al Comando VVF e relativa approvazione; dall'inizio lavori alle visite di controllo. Successivamente un Decreto Ministeriale (del 29/12/2005) sancirà la fine del N.O.P. (Nulla Osta Provvisorio).

2010-2012: SUAP e nuovo regolamento della Prevenzione Incendi 

Il D.P.R. n. 160 del 7/09/2010 individua nel S.U.A.P. l'unico soggetto pubblico di riferimento territoriale a cui inoltrare le istanze di Prevenzione Incendi. Il D.P.R. 151 del 2011 è un decreto volto a snellire tutti gli aspetti amministrativi della Prevenzione: tra i provvedimenti più significativi ricordiamo la riduzione delle attività soggette ai controlli, la suddivisione delle attività per categorie in base alla complessità (A, B, C), la sostituzione del C.P.I. con la S.C.I.A., l'inasprimento delle sanzioni (amministrative e penali).

2015: il nuovo Codice Prevenzione Incendi

Il 3/08/2015, per Decreto Ministeriale, viene istituito il Testo Unico della Prevenzione Incendi. Lo scopo è dare un unico e universale riferimento normativo: un testo che non sconfessa nessun decreto precedente o in essere ma muta radicalmente l'approccio alla materia, passando da un carattere prescrittivo ad uno più propositivo a livello prestazionale, lasciando sempre più libertà al professionista dell'antincendio.

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